SUICIDI DI STATO

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(so di non essere in grado di affrontare il tema e di essere l’ultimo che può permettersi di scrivere 2 righe, ma non riesco a rimanere inerte,quando poi siamo noi a chiedere ai politici di parlare)

Spesso abbiamo sperato in una parola sull’argomento dai nostri politici di professione ovvero da coloro che li hanno portati all’estremo gesto, ma non credo che ne avremo mai: giornalisti e politici si nascondono dietro la paura di emulazione e con questa frase si puliscono la coscienza ( senza arrivare all’incredibile e cinica affermazione del Ducaconte Monti:“Suicidi? Neanche tanti, in Grecia ce ne sono stati di più”), ma quando le persone partono da casa per darsi fuoco davanti a Montecitorio (1), davanti al Quirinale (2), addirittura davanti all’ Agenzia delle Entrate (3) o a impiccarsi con la costituzione in mano (4), non si può più tacere, perchè l’estremo atto diventa un messaggio ai politici che ancora oggi si rifiutano di voler vedere.

FrasiMonti

Angosciante vedere in questo momento che l’unica preoccupazione dei nostri politici di professione è fare i salti mortali per inventarsi un governo che non sarà mai rappresentativo della maggioranza degli italiani, ma espressione semmai dei soliti compromessi e inciuci,  mentre fuori dai palazzi la gente si suicida.

Mi perdonerete, ma non entrerò nel merito delle varie situazioni, ritengo che nessuno di noi possa permetterselo, mentre mi concentrerò su quanto possiamo fare noi; sì noi, perché ormai dobbiamo fare da soli e ragionare insieme come affrontare la tragicità della situazione.

Da oltre un anno rileviamo le storture di un sistema che sta portando le famiglie alla disperazione,ma siamo tutti pronti a puntare solo il dito accusatore all’ apparato,però appena si parla di organizzarci, di cambiare ecco che ci si divide in 7000 movimenti tutti pronti a sciorinare soluzioni e proposte, ma mai ad unirsi e agire, sacrificando un po’ di individualismo per dei punti comuni.

Siamo anche noi che li abbiamo lasciati soli nella loro battaglia di dignità, soli a combattere contro uno Stato usuraio nei confronti degli onesti, soli davanti al potere assoluto e incontrastato delle banche (quelle stesse banche che pochi anni prima lo avevano invitato ad indebitarsi), soli davanti agli occhi dei figli a cui presto sarà tolta anche la possibilità di studiare.

Ho ancora dentro il senso di impotenza davanti all’ultima telefonata di una famiglia in cassa integrazione in cui mi comunicava l’imminente taglio della corrente per morosità.

No, non capisco! Non capisco l’ignavia da parte di chi ci ha amministrato in questi ultimi mesi e anni di affrontare il problema con dei provvedimenti equi e di rilancio:

1)      Cosa costa sospendere le procedure esecutive delle Banche per aprire un tavolo di confronto?

Non risolviamo nulla mettendo le famiglie dei disoccupati e delle famiglie in crisi per strada, né l’eventuale asta recupera l’importo dovuto, anche grazie alle svalutazioni degli immobili per effetto dell’IMU sulla prima casa che colpisce l’87% delle famiglie. Una procedura esecutiva impiega 18 mesi e circa €10.000 di spese, non sarebbe opportuno sospendere i mutui per 12 mesi? Oppure rimodulare il mutuo abbassando l’importo delle rate allungando la durata?

2)      Cosa costa sospendere Equitalia? Quell’Equitalia che riesce a imporre all’onesto ritardatario anche il  50.49% di interessi, quando poi all’evasore viene permesso di accordarsi con appena il 5% di multa?

3)      Cosa costa permettere alle aziende di assumere provvisoriamente e solo per 18 mesi al netto della busta paga? Quando attualmente questa disoccupazione grava totalmente sul bilancio dello Stato?

4)      Cosa costa utilizzare Cassa Depositi e Prestiti per pagare i 100 Miliardi di debiti della pubblica amministrazione alle aziende che stanno chiudendo per crediti?

5)      Cosa costa obbligare le Banche ad investire nell’economia reale e nel territorio, invece di insistere con i derivati Giapponesi (tra l’altro rimettendoci pure)?

Potrei continuare, ma non è questo il tema, perché davanti alle proposte costruttive, nascono tanti interrogativi: serve proprio oggi la TAV? Gli F35? Il MES e l’ESM? Chi ci impedisce di rinegoziare i tempi del rientro dai nostri debiti (che tanto palesemente non potremo mai rispettare)?

Il nostro compito principale è non lasciarli soli, denunciare le situazioni, unirsi e non mollare.

@cesareortis

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1) Perde il lavoro, operaio si dà fuoco davanti a Montecitorio http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/08/11/perde-lavoro-operaio-si-da-fuoco-davanti-a-montecitorio/324002/

2) Si dà fuoco davanti al Quirinale. padre di sei figli è gravissimo  http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/si_d_fuoco_davanti_al_quirinale_padre_di_sei_figli_gravissimo/notizie/226215.shtml

3) Bologna, si dà fuoco davanti all’Agenzia delle Entrate  http://www.lastampa.it/2012/03/28/italia/cronache/bologna-si-da-fuoco-davanti-all-agenzia-delle-entrate-e-grave-NK2QvycO6gjItOeDn9mjDK/pagina.html

4) Operaio disoccupato si suicida con una copia della Costituzione in mano http://www.imolaoggi.it/?p=41155

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8 pensieri su “SUICIDI DI STATO

  1. Il cittadino italiano si è rassegnato ad essere governato dal nemico (i nostri migliori nemici furono gli ostrogoti ; Giustiniano che ci forni i primi codici delle leggi ; i Goti, che edificarono le loro magnifiche cattedrali; i Franchi, con Carlo Magno, che istitui le prime norme amministrative, e istituì il Sacro Romano Impero). Poi vennero gli svevi, i normanni, i teutoni, gli arabi, i francesi napoleonici e gli spagnoli borbonici. Quest’ultimi uno peggiore dell’altro. Ma i peggiori di tutti sono stati quello che hanno preteso di salvarci, i catto-comunisti. Di questi non riusciremo mai a liberarci.

  2. Evitare tassativamente l’ipoteca sulla prima casa, ovviamente pagando al creditore un affitto equo al reddito, dare la possibilità che l immobile sia venduto dalla proprietà x il risarcimento del debito residuo.
    Istituire un fondo di solidarietà chi vuole partecipare, una % va chiesta ai partiti, sindacati e istituzioni.
    C’è ne possono essere altri, ampliare gli addetti ai servizi sociali per incontri di ascolto, con gente competente e preparata.
    Saluti
    Giorgio Fiora
    Cell3356006025

  3. Occorre istituire immediatamente un numero verde e dei centri di ascolto per fermare questa strage!!!Fare subito mannaggia!!

  4. Pingback: SUICIDI DI STATO | ilprisco

  5. Fare immediadamente un decreto urgenza e dichiarare lo “stato di calamità” con tutti i relativi aiuti…….una crisi finanziaria sicuramente è peggio di un terremoto…………

  6. La crisi delle imprese IT, sono la base di questa tragedia umana, oggi è un autosterminio automatico.
    Le imprese oggi ancora efficienti, diano una mano a titolo di solidarietà, con il lavoro, sia in IT, che anche nelle loro filiale estere, ovviamente se ci sono, cerchiamogli il lavoro, nn il denaro, come invece aveva proposto D DELLA VALLE, forse l’argomento sarà più sensibile, il sindacato faccia la sua parte per questa iniziativa, cosi come le istituzioni, per un detassamento su questo progetto.
    I fallimenti aziedali pregressi allo scorso settembre 2012, visto la nuova legge fallimentare entrata in vigore lo scorso anno, sia attuabile, per fallimenti dall’anno 2008.
    Disponibilità delle curatele fallimentari, a collaborare, con l’imprenditore, nn è ammessa l’esclusione totale sempre chè nn siano stati causati per volonta dell’impresa,
    Impignorabilità della prima casa, da parte di tutti gli organi finanziari e governativi, ci vuole confronto, oggi invece un istituto bancario, tramite tribunale, mette un’ipoteca all’insaputa del proprietario, questa è truffa, la legge, va modificata immediatamente.

  7. Una proposta che stiamo sostenendo con forza è l’uscita immediata e incondizionata dall’EZ e che trovate qui: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2012/10/immediata-uscita-da-eurozona-moneta-sovrana-applicazione-mmt.html#comment-1063746591,

    Se condivisa, mette all’angolo non soltanto la classe politica responsabile di questo sfacelo, ma ANCHE E SOPRATTUTTO I DIARCHI DEL MOVIMENTO 5 STELLE che hanno tradito la democrazia partecipativa del movimento.

    Non ci sono più alibi. Nessuno può restare spettatore di questa catastrofe che si sta consumando sotto i nostri occhi.

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